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24XI H CAMPO CONI LUCCA

28/09/2008

a cura di Andrea Bartalesi

Ventiquattro per un'ora.

Per chi, come me, corre da diversi anni, la manifestazione di ieri è stata una "rievocazione storica e folkloristica" di un'avventura vissuta. Si respirava aria che ti riportava indietro nel tempo, si riprovava il giro di pista su materiale sintetico e il rosso tappeto ci spingeva a tenere un passo almeno decoroso (ma dove è collocata la demarcazione fra il decoroso e no?). Del resto noi, quelli di allora, non siamo più gli stessi e ringraziamo se ancora siamo qui in pantaloncini corti. Anche la ventiquattro non è la medesima: si è trasformata in competitiva (forse prima non lo era?) ma così facendo impone il certificato agonistico e riduce il numero dei partecipanti, non è più un bivacco dove tanti volenterosi, fra entusiasmo e inevitabili crisi e sbadigli di stanchezza o di sonno, si prestavano ai servizi e al contagiri, con chi controllava e chi controllava quelli che controllavano, e guai se qualcuno si "inventava" un giro in più. Era un raduno, quasi come quelli riportati dalla tivvù dove tanti artisti più o meno conosciuti si esibivano su un palco in mezzo ai campi polverosi tipo Woodcook. Al Coni si alternava gente che faceva oltre 18 km ed altra che trascinava le stanche membra in interminabili giri di pista, che non muovevano il pallottoliere.
Ora la manifestazione, rivista e corretta dal nuovo gruppo Marathon Lucca, si presenta come una competitiva di elite, con gruppi che hanno nelle loro file non solo atleti con tessera, ma atleti che corrono veloce. Chiaro che le differenze si notano, ma credo che sia bello qualche volta nell'anno andarci a cercare dei bagni di umiltà che ci tolgano dalla testa illusori meriti podistici che soprattutto il Trofeo Podistico Lucchese, con i suoi percorsi sempre molto più corti, ci da.
Ho vissuto con umiltà un'ora molto comoda di domenica mattina dove il sole ti scaldava e ti faceva compagnia nei lunghi giri solitari. Certo se invece di 12 gruppi fossimo stati 32 come nel 1992 ci sarebbe stata un'affluenza maggiore in pista, ognuno avrebbe trovato in altri concorrenti il suo passo, seguirli per poi beffarli o farsi beffare nel finale. Ma tutto sommato, nell'intimità della manifestazione, è stato bello lo stesso. Certo i nuovi organizzatori si sono trovati davanti a problemi inaspettati, a permessi non chiesti e quindi non avuti, agli inevitabili inconvenienti dell'inesperienza, ma nel complesso tutto è stato portato alla fine, Ci sarà il tempo, se ci sarà la voglia, di limare smussature: per ora resta solo il doversi complimentare con gli organizzatori per tutto quello che hanno fatto e sperare che non si scoraggino.
Detto tutto questo vorrei far notare che se il nostro gruppo dell'Atletica Porcari ha partecipato con soddisfazione, senza alcun problema, quasi da professionisti invitati, alla manifestazione lo deve a coloro del gruppo che nelle 24 ore hanno trasferito il loro habitat all'interno del Campo Coni, al freddo ed anche al gelo delle ore notturne, mangiando quello che potevano (il fornello a gas non poteva essere acceso, mancava l'autorizzazione VVFF) scaldandosi con delle pacche a braccia incrociate resistendo alla forza contraria dei giacconi e dei piumini. Hanno trovato il tempo e la grinta per partecipare alla corsa facendo, peraltro, ottimi tempi. Alla fine erano stanchi, ma contenti, rossi in viso dal freddo e dall'aria presa, anche se gli occhi, le spie inevitabili, lasciavo intravedere la stanchezza. Avevano montato perfino una canadese che serviva solo per fargli capire che se uno avesse voluto avrebbe potuto anche mandare tutto al diavolo e mettersi a dormire. A volte il nostro masochismo nascosto viene allo scoperto! Ma certe manifestazioni, e noi lo sappiamo bene, vanno avanti solo con il volontariato e l'entusiasmo, purtroppo, di pochi. Hanno avuto anche aiutanti occasionali altrettanto volentorosi, con la macchina fotografica in mano a sfogare la rabbia agonistica che per problemi fisici non è stata scaricata TUTTA in pista.
Inserisco la classifica generale delle Società. Gli organizzatori hanno approntato anche classifiche diverse, con i tempi decrescenti dei partecipanti, con i distacchi, per categorie ecc.
Appena avrò le foto pubblicherò quelle più belle e più significative.

SOCIETA'
GP PARCO APUANE DISTANZA 375,945
ATLETICA VINCI 354,033
ANTRACCOLI 318,344
LA GALLA 311,773
MARCIATORI MARLIESI 310,901
MARATONANDO 308,345
LAMMARI MASCHILE 307,588
ATLETICA PORCARI MISTA 306,397
LE SBARRE 304,992
LAMMARI-LAGALLA FEMMINILE 301,725
SILVANO FEDI 293,816
LUCCA MARATHON 293,150


Nella manifestazione si è inserito con prepotenza (atletica) TOSCHI GIANFRANCO che come già in passato ha corso, passeggiato e poi ricorso per tutte le 24 h percorrendo in totale km 123,380. La cosa comunque da menzionare è che l'ultima ora si è impegnato in una lunga corsa che lo ha portato a percorrere km 10,180. Complimenti Gianfranco. (Per gli amanti delle statistiche dobbiamo dire che il pomeriggio della domenica il Toschi era presente alla "nostra" Festa dello Sport a Porcari e ci ha fatto compagnia nella passeggiata che abbiamo fatto in Torretta.

Inserisco la classifica del nostro gruppo per le curiosità e i riconoscimenti d'obbligo

GRAZIANO RICCI 16218 (15° ASSOLUTO)
CLAUDIO DEL CARLO 14969
UMBERTO TROILO 14140
PAOLO CHIAVACCI 14124
STEFANO FABBRI 13891
ANDREA GIANNESCHI 13520
ANGELO ROVAI 13272
ROLANDO ERCOLINI 13230
LUCA MONTICELLI 13161
MARCO MATTEONI 13096
CARLO ALBERTO BELLANDI 13031
GENNARO COLARUSSO 12600
NICOLETTA BERTUCCELLI 12470
CLAUDIO CAVALLO 12462
STEFANO FANUCCHI 12390
LISA NICOLETTI 12174
ANDREA BARTALESI 12136
DOMENICO GIOMI 12000
LUIGI FREDIANELLI 11974
BRUNO TOGNINI 11871
GIUSEPPE ASTIANI 11679
FELICE TOSCHI 10822
AURELIO DEL CARLO 10622
ROBERTO MONTICELLI 10580

Complimenti a tutti per la loro prestazione che, notate bene, non rappresenta il vero "valore" dei nostri portacolori per diversi motivi, sia per momenti di forma scadente dovuta a problemi fisici in via di guarigione tipo Marco Matteoni, oppure per orario di corsa veramente disagevole, chi per il correre al ritorno di una interminabile battuta di caccia, vedi Luigi del Lupo, ed altro ancora. Da notare che il percorso in pista viene misurato sul cordolo di alluminio al limitare della pista mentre solitamente si riesce a correre appena all'interno della corsia e qui, considerando i numerosi giri, e quindi curve, si viengono a perdere diversi metri.
Per tutti coloro che sono delusi del risultato ci sarà motivo e modo di prendersi una rivincita.