Lo avevano pur detto che sarebbe venuto il "finimondo", ma noi podisti, quelli dell'andamento lento, pardon del turismo lento, e quelli che vanno veloci come il vento, niente, non riusciamo a darcene una ragione e partiamo affrontando l'incerto destino, ma sempre ottimisti. No, stamani non pioverà, semmai nel pomeriggio. Infatti. A me l'acqua mi ha preso nel tratto che portava a San Gennaro e, visto che con me ci stava bene, mi ha accompagnato nella seconda metà del percorso, facendo a gara con me. Io che facevo vista di niente e l'acqua che aumentava e mi guardava di sottecchi. E poi era anche freddo!!!!
Il percorso che i nostri amici di Camigliano hanno preparato è dei migliori, toccando tutte le borgate in successione...partendo da Camigliano, Sant'Andrea in Caprile, Tofori e prima di arrivare a Petrognano, deviazione per l'Oasi degli Asini (ovvia, ragazzi, per noi son micci), una "pettata" sterrata con capre e sospiri, con tanti che se la sono svignata restando sulla comunale asfaltata e leggermente in salita. Ma io l'ho vista volentieri questa oasi, i micci e le capre.
Poi, dicevo, Petrognano, stradetta per San Gennaro poi nell'acqua giù a capofitto per risalire poi a Gragnano e subito dopo il Santuario a destra, ai Tre Cipressi (vino da stelle al merito) e giù, bagnati "come pitorini" fino alla Croce per girare a destra e risalire verso Camigliano, Via Pari, poi davanti alla Villa Lazzareschi, girigogolo sulla collina e arrivo trionfante, come Annibale sul Trasimeno, una pastasciutta niente male, corposa, una fettina di pane olio e peperoncino che ti faceva pizzicare anche l'ombelico e poi...aimè, l'impresa (perchè si tratta di una impresa) spogliarci dei vestiti diventati seconda, terza pelle, quasi spellarsi, e rivestirci con le mani fredde e i piedi umidi che non vogliono calzini, ma la nostra vita di podisti è anche questa.
Grazie a tutti gli amici di Camigliano per esere stati imperterriti sul territorio, magari sotto il tettuccio di una edicola, a far compagnia alla statuetta del santo, o su incroci dove l'acqua li lavava come se fossero stati in una lavastoviglie.
Qualche foto, fatte da me.
geometrie e spazi
Sant'Andrea in Caprile
il sole è rimasto a corteggiare la rosa
fiori di acacia, bianchi, immacolati, come devono essere buoni con una pastella giallina, fritti, frittelline asciutte e secche croccanti...
una casa, nascosta ma con superbia
Tofori come una fiaba, dove qualcuno visse felice e contento
fiori di ginestra, delicati come un sorriso, profumati come biondi capelli al vento
e per finire una rosa rossa che ci sta sempre bene, dedicata a tutte le donne camiglianesi che ci hanno aspettato, nutriito e coccolato.
Andrea Bartalesi