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CLAUDIO LUNATA... CORRE CON SENTIMENTO

26/09/2011

a cura di Claudio Landucci

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"Una splendida giornata, che comincia sempre con un'alba timida", così
recitano le parole di una datata canzone di Vasco Rossi, sarà per
questo che mi piace aprire il servizio fotografico con un alba (e
all'occorrenza con un tramonto), una cosa che può risultare banale ai
più dando quasi per scontato che il giorno dopo la troveremo sempre lì
ad attenderci, lei sì.......
Non vorrei sembrare pessimista ma oggi parafrasando una canzone di
Ornella Vanoni "è uno di quei giorni in cui ti prende la malinconia e
fino a notte non ti lascia più", ogni tanto è anche piacevole essere
malinconici, ti fa rivivere in una sorta di luce sbiadita il recente
passato con le cose belle e brutte che ci sono passate addosso, oggi
giorno si vive talmente freneticamente e talmente incavolati che non
facciamo più caso alla bellezza del creato che ci circonda, allora
un'alba e uguale all'altra, un tramonto pure e non ci soffermiamo per
un attimo in più ad ammirarlo.

 

 

(le canalette che portano acqua in tutta la piana - testimonianza della piattezza del territorio)

 

 

(la salitella della Fraga)
Oggi, molte sono le corse in programma ma noi approfittiamo della corsa
vicino casa del T.P.L. che si diparte da Lunata, frazione del comune di
Capannori, il ritrovo dietro la chiesa parrocchiale, quattro i percorsi
messi a disposizione dagli organizzatori per venire incontro alle varie
esigenze che pervadono il nostro movimento podistico, sappiamo che qui
non vige il competitivo nel senso che non viene stilata una classifica
individuale, l'unica corsa consentita è quella al gruppo sportivo più
numeroso, ovviamente ognuno è lasciato libero di esprimersi come più gli
aggrada e queste passeggiate vengono prese come test per le varie
competitive che si andranno a disputare di qui alla fine dell'anno.
Anche oggi ci buttiamo sul percorso lungo, la 21 Km dando per scontato
che vedendo la cartina del suo tracciato sarà piatto come una sogliola
salvo un'unica salitella che incontreremo una volta raggiunta la villa
Reale di Marlia.

 

(siamo nel comprensorio della Villa REalel)

 

 

 

 (tante immagini che rievocano tempi andati, tempi dove la casa era prestigio, dove le vie erano di pietra)


Conosciamo queste strade che potremmo camminare ad occhi chiusi, poche
le bellezze da vedere ma poco importa in fin dei conti si viene per
correre, molte le corti che incontreremo sul cammino, alcune rimodernate
oltre modo altre lasciate quasi allo stato originale, qualche stallino
per il ricovero dei maiali ancora fa bella mostra di sè a ricordo di un
passato contadino che piano piano va scomparendo, le aie non sono più
preda di starnazzanti oche, pigolanti pulcini, galli dalla voce stridula
che annunciavano il nuovo dì, tutto è scomparso, per adeguarsi ad una
legge che impone l'allontanamento di questi animali portatori di
"malattie, odori nauseabondi" tralasciano il fatto che l'aria che
respiriamo è molto più inquinata e micidiale degli insalubri effluvi
degli animali da cortile, ma oggi tutto ci da noia, dal vicino di casa
alle campane di una chiesa, che strazio sono proprio nato in un'epoca
che non mi appartiene.

 

 

(contrasto fra antico e moderno: quest'ultimo può reggere il confronto, aiutato da effetti di luce, tagli fotografici)

 

 (i Segromignesi: una foto ricordo, ma troppo statica per un gruppo di podisit)

 (immagini che scompariranno nel tempo, dimenticate)


Mi accorgo di non aver parlato della corsa ed essermi lasciato
trasportare da pensieri foschi, ma proprio non saprei che dire, in aiuto
mi verranno le poche foto scattate, la cosa più bella che ho visto, ma è
un mio pensiero è la chiesina di Romanica fattura di San Cristofano, un
gioiellino dell'anno 812.

 

 (l'abside della chiesetta di San Cristofano)

 (una bella immagine del complesso della parrocchiale di Lammari)

(antiche tracce di fede, sugli angoli delle vecchie case)
Un grazie comunque agli organizzatori ed i volontari che anche oggi ci
hanno consentito di svolgere la nostra passione in tranquillità, un
plauso ulteriore per essere riusciti, e non è poco, a rendere il
percorso della 21 Km reale, mancavano solo una manciata di metri, ma un
paio di curve fatte in maniera più stretta avranno influito sul
risultato finale.
Claudio Landucci

 

 

°°°

Vorrei aggiungere una mia considerazione:

a me capita spesso di trovare soluzioni ai miei problemi correndo. Se ci pensate bene quando correte siete soli con voi stessi, il ritmo dei vostri piedi e il relativo rumore non impediscono la concentrazione, si può seguire il "filo logico". Non è difficile quindi che durante una corsa si possa vivere momenti di malinconia. Quindi lo stato d'animo di Claudio è normale. E se questo stato d'animo lo porta a vedere tutte le cose che ha visto (e fotografato) è un fatto positivo. Ci sono piante che vivono benissimo (anzi meglio) in condizioni umide, ci sono quelle che hanno bisogno di sole. I fiori che fanno sono bellissimi sia le une sia le altre. Quindi credo che Claudio per una volta lontano dalle "sue" competitive abbia trovato un dialogo con il suo animo.

Poi vorrei invitare tutti coloro che pensavano alla monotonia della corsa di Lunata (io compreso) a vedere le foto di Claudio: ragazzi siamo di fornte a un reportage di rara bellezza.

Ultima cosa: c'è una foto di alcuni bicchieri tirati in terra. Uno di quelli è mio. Solitamente quando dopo un ristoro non trovo un cartone, un sacco, ecc. mi porto il bicchiere vuoto infilato fra l'indici e il medio fino al ristoro successivo. Ma domenica visto che c'erano gia' sei o sette bicchieri ci ho tirato anche il mio. L'ho fatto perchè era evidente che sarebbero stati raccolti dagli organizzatori. Meglio se sono diversi e non uno isolato. SE stamani passando i bicchieri fossero sempre la' la colpa è degli organizzatori che non fanno il loro dovere non dei corridori. Noi a Porcari cerchiamo di raccogliere anche le cartine delle caramelle in Torretta. Un bicchiere può passare, dieci no.

Detto questo ringrazio ancora Claudio per le belle foto che ci ha mandato e per averci svelato la malinconia che era in lui.

Andrea