Riceviamo da Riccardo Monti questa bella "uscita" dai circuiti nostrani per una Pasquetta da Pellegrino
Partenza mattutina da Busnago, dove ospite di mia figlia ho passato le festività della Pasqua, con l'intenzione di andare a Pagazzano, nel Bergamasco, dove si svolge tutti i lunedì di Pasqua la "Milano Venezia"manifestazione podistica tranquilla tutta in pianura proprio adatta per sgranchire le gambe senza faticare tanto.
Purtroppo non so come, sarà perchè è un nome che mi è rimasto nella mente, ho perchè ormai i sessant'anni si fanno sentire, mi son trovato ad impostare sul navigatore artigianale il nome di Pedrengo. Cosi mi son ritrovato nel mezzo della "Camminata dell'Oratoio"su un percorso di 21 chilometri fra valli e colline con salite mozza fiato e discese rompi gambe, ma con un paesaggio che non ha niente da invidiare ai nostri Toscani.
All'arrivo come da noi nutrito ristoro e con un ricco pacco gara, insomma un errore da ricommettere anche l'anno prossimo se sarò da queste parti.
Riccardo Monti
Alcuni cenni
e
Un po' di storia
Esistono almeno tre interpretazioni che spiegano l'origine del toponimo di Pedrengo: secondo una prima ipotesi l'antica denominazione del paese sarebbe stata "Petrignus", ovvero terra di Pietro; secondo un'altra ipotesi, invece, il nome deriverebbe da "Patringum"; infine secondo altri il toponimo troverebbe le sue origini in "Petrengum" o "Petrignum", indicante un luogo con numerose pietre, ovvero una petraia (probabilmente in quello che doveva essere il letto di un fiume ormai prosciugato o i resti di un ghiacciaio che scendeva dalla Valle Seriana).
L'esistenza di Pedrengo è attestata per la prima volta in un documento del IX secolo.
Nel XIV secolo il paese fu sconvolto dalle lotte fra guelfi (filo-papali) e ghibellini (filo-imperiali), che comportarono la distruzione delle proprietà dei ghibellini Mazzo da Soiardi e Giovanni da Sale nel 1383. Tuttavia il dominio guelfo durò fino al 1405, quando un esercito ghibellino li cacciò dal paese. Verso la metà del XV secolo Pedrengo passò sotto al dominio della Repubblica di Venezia.
Nonostante la relativa quiete che garantì il dominio veneziano, nel XVI secolo il paese fu sconvolto da un'epidemia di peste che decimò la popolazione ed impedì le normali attività sociali e commerciali.
In poco tempo il lavoro dei campi ridusse notevolmente la sua produttività, così che l'agricoltura fu seriamente danneggiata e numerose famiglie sopravissute alla peste morirono per l'assenza di cibo.
Alla fine del XVII secolo, va notato che la parrocchia di Torre de' Roveri si distaccò da Pedrengo. La Repubblica di San Marco terminò la sua secolare esistenza con l'avvento dell'esercito francese guidato da Napoleone Bonaparte nel 1797. In seguito le regioni della Lombardia e del Veneto vennero unificate dagli austriaci che le governarono sino all'annessione al Regno d'Italia.