La marcia di Piano di Coreglia ha nella sua indole la fatica e il sudore, profumo di castagni fioriti, di tiglio e di abeti, impegno per i sentieri, che causa le frane in un territorio scosceso, hanno provocato salti di quota.
Si arriva a Coreglia con un tratto nuovo, saltando la pizza della casa con piscina, e a Coreglia, un ristoro di facce note, gentili, truccate, quasi belle. Poi, dopo aver attraversato per le sue stradine il borgo, velocemente, quasi per non disturbare, prendiamo la via di Piastroso. Già nell'aria si respira l'attesa dei tortelli, a ogni curva cresce l'attesa. Intanto il profumo dei fiori di castagno ti inebria, qualcuno sta tornando indietro (tanto, ai tortelli, gli hanno detto che i km grosso modo sono uguali e così evitano l'impervio e l'incerto del sentiero nel bosco).
Eccoci ai tortelli di Piastroso. Li mangio, quest'anno li mangio. Faccio la fila, scatto due foto, prendo la porzione calda, mi metto a sedere su una panchetta di legno lungo la strada e mangio. Visto che facevo la foto ai tortelli, i due inservienti si ribellano...tutte le foto ai tortelli e niente a noi!!!! non sia mai detto, vi vedrete domattina sul nostro sito.
Non torno indietro, avanti Savoia, il bosco con il suo verde, le sue vecchie ombre, i ruderi che riconosco, il salto di quota fino ad arrivare all'Ania che rumoreggia e discorre, tirando avanti un' eterna conversazione con quelle pietre così dure, Subito dopo risaliamo, mi sembra di essere Bonatti sul K2, ma a noi questo non ci impressiona. Rieccoci sul vecchio sentiero a respirare il profumo di abeti e di bosco, il verde, le ombre macchiate di sole. Arrivati a Coreglia, entriamo da trionfatori nella porta e la percorriamo sentendoci come Annibale, ma senza elefanti, scendiamo al ristoro del cocomero, ogni anno una delizia, fresco, ottimo. Sorpresa...frana...si risale sul colle e questa non ci voleva iolai...ma noi, ci rimbocchiamo i calzini e via.
Scendiamo finalmente e ripercorriamo le vecchie strade, amici che ci aspettano, Fabiana al ristoro con il grembiulino, e al Gambalesta ci offrono una polentina calda, come rifiutare?
Grazie a tutti, veramente mi sono divertito. E guardate alcune mie foto, se vi piacciono.
la rosa bianca a fare da contrasto alle tradizioni del territorio
le Panie ci guardano curiose
Patrizia con la figlia sovrapposte, la famiglia Bracciali è presente
e subito se ne vanno con i marcantoni che le fanno scorta
la Secca e la Croce in sequenza per chi non le conosce. Fra le due l'Omomorto
qui c'è da spendere due parole. Nella skyline quello mezzo verde di sinistra è il Sumbra, detto Nappone e si vede perchè, l'altri grigi dietro, quello a triangolo a sinistra è la Tambura, quello a destra è il Pisanino, che margrado il nome è il più alto delle Apuane (1946). Fra gli ultimi due, il Cavallo e gli Zucchi di Cardeto.
Coreglia dorme ancora, le ombre la riparano dai rumori e dal nostro vociare discreto
qua si apre una cartella con le nostre facce note che fanno parte, sono l'anima portante del ristoro di Coreglia
Cominciamo con Moreno Fini
Bepppe d'Altopascio e Moreno
Beppe il Felline, di Porcari
Il Franceschini, Nilo, in versione fotoreporter. Io lo conoscevo come grande corridore, poi organizzatore di marce, tracciatore di percorsi,
e prima di venire via mi ci dice una bella foto, dai ragazzi, quando la mano dell'uomo si sovrappone a quella del Creato
la Chiesina fra i castagni profumati
la strada per Piastroso....
fiori di patate rosse montanine
la strada non finisce mai, verso Piastroso, verso i tortelli
Ecco la pentola, l'acqua sta bollendo, sulla strada, fra gli alberi...niente case,
E' una pentola privata, ci aspetta noi e solo noi
siamo in molti in coda, la singorina con il cappello di paglia è la dispensatrice...meno accigliata di quel che sembri
eccoli gli autori, quello in primo piano confessa candidamente con orgoglio di aver fatto lui il sugo....i tortelli..no (quasi si scusa, gli dispiace) li abbiamo comprati dal Favilla, come si fa....ma il sugo l'ho fatto io...
Buono, buoni, complimenti
Devo riflettere un attimo, tortelli del Favilla si mangiano in diversi ristoranti, il sugo, pur eccellente fatto da questo amico è un ragù buono, ma ce ne sono tanti di ragù buoni....e allora?
Allora è il luogo, il fresco delle ombre, il posto insolito, il piatto caldo che brucia sulle tue gambe nude, la bocca...mahhh...buonissimi complimenti.
Ci rituffiamo nel verde prendendo nel bosco la via de ritorno
Ecco Lisena che va dalla nonna, fotografa il lupo che c'è in me....
poi quasi si nasconde timida come si conviene a un Cappuccetto Rosso
nel bosco torniamo a Coreglia
scendiamo verso Piano di Coreglia lasciandoci alle spalle gli archi e i silensi dei vicoli, la chiesa e le tradizioni di Coreglia
origano fiorito dei monti Garfagnini
e al ristoro Gambalesta il sorriso di Fabiana illumina e io, ancora accecato
come posso rifiutare un piattino di polenta bella calda???
Meno male che l'arrivo è vicinissimo.
Graize per la vostra pazienza se siete arrivati fino qui.
Andrea Bartalesi